Roster

LILYUM

I Lilyum sono una delle formazioni più longeve e coerenti del black metal italiano. Il progetto nasce ufficialmente nel 2002 a Torino, ma le prime composizioni di fatto risalgono alla fine degli anni ’90, quando il mastermind Kosmos Reversum (vero nome Sergio Vinci) comincia a plasmare l’oscurità del suo immaginario in musica. Fin dall’inizio, Lilyum non è semplicemente una band: è un’entità sonora che nasce dall’introspezione, dalla tensione verso la purezza espressiva e dal desiderio di esplorare il lato più cupo e profondo dell’esperienza umana attraverso il black metal più crudo e sincero.

Kosmos Reversum è il cuore pulsante della band: chitarrista, polistrumentista, compositore e spesso il motore creativo unico dietro i lavori dei Lilyum. Nel corso degli anni la line‑up ha visto collaborazioni con altri musicisti come Lord J.H. Psycho e Summum Algor, ma la visione artistica è rimasta sempre saldamente nelle mani di Kosmos, che ha portato avanti il progetto con coerenza senza compromessi.

La discografia dei Lilyum è ricca e variegata, con numerosi demo, EP e album che tracciano l’evoluzione del loro suono. Il primo album ufficiale, Nothing Is Mine del 2011, mette in evidenza una miscela di black metal tradizionale con accenti più moderni e malinconici, segnando l’inizio della loro presenza stabile nella scena estrema italiana. Negli anni successivi usciranno diversi lavori importanti, tra cui October’s Call (2015), Altar Of Fear (2017) e Circle Of Ashes (2021), quest’ultimo frutto della loro reunion dopo una prima pausa dal 2018.

Nel novembre 2023 i Lilyum pubblicano We Are Disobedience, il loro nono album, accolto con attenzione dalla stampa di settore come una prova di perseveranza e intensità emotiva dopo oltre 20 anni di attività. In sede promozionale Kosmos stesso ha dichiarato che con questo lavoro si sono spinti più in là in termini di violenza, velocità e drammaticità, abbracciando anche territori di death metal senza snaturare la matrice black originale.

La stampa specializzata ha notato l’approccio radicale dei Lilyum, lodando la loro capacità di restare fedeli a un’idea artistica coerente anche in un panorama cambiato e spesso dominato da tendenze più commerciali, sebbene alcuni critici abbiano sottolineato limiti nella produzione e nella varietà compositiva in alcune uscite.

Il monicker “Lilyum” — derivato dal fiore del giglio — è scelto proprio per il suo contrasto simbolico: un’immagine apparentemente pura e innocua per rappresentare musica che, in realtà, scava nell’inferno delle emozioni umane più profonde e contraddittorie. Questo contrasto è parte integrante della loro identità, segno di una band che va oltre i cliché del black metal per esplorare temi esistenziali e interiori con onestà e intensità.

Nel contesto della scena metal italiana, i Lilyum occupano una posizione di rispetto e culto: non sono una band mainstream, ma chi cerca un black metal introspettivo, senza filtri e radicato in una visione artistica personale, li considera una delle realtà più significative e persistenti del panorama estremo nazionale.

ARCANE TALES

Arcane Tales è il progetto symphonic power metal italiano di Luigi Soranno che da oltre quindici anni porta avanti una visione musicale unica nel suo genere, costruita attorno a narrazione epica, orchestrazioni cinematografiche e atmosfere fantasy. Il progetto ha radici profonde: Soranno lo fa nascere come Black Ravens a fine anni ’90, poi lo riformula nel 2008 come una “one‑man band” in cui compone, suona e canta tutto da solo, trasformando l’idea originaria in un universo sonoro narrativo che richiama grandi saghe letterarie e mondi immaginari. La musica di Arcane Tales non è solo metal, è colonna sonora di un’epopea fantastica.

Nel corso degli anni Soranno ha pubblicato una serie di album che mostrano una crescita costante sia nel songwriting sia nella produzione. Dalle prime opere come New Hope Bringer e Sapphire Stone Saga fino a lavori più maturi come Tales From Shàranworld e Steel, Fire and Magic, il progetto ha sempre avuto come spina dorsale la combinazione di chitarre power metal veloci, cori imponenti e orchestrazioni ricche, con testi fortemente ispirati alla narrativa fantasy sviluppata dallo stesso Soranno.

Il successo della fase recente è stato confermato con Until Where the Northern Lights Reign (2024), accolto con entusiasmo dai fan del genere, e con l’uscita di Ancestral War, pubblicato il 20 ottobre 2025 via Broken Bones Promotion & Productions.
Ancestral War è l’ottavo album ufficiale, una cavalcata di dieci tracce — da “Ancestral War” a “Between Myth and Legend” — che prosegue il viaggio narrativo e musicale tipico di Arcane Tales, fondendo power metal, elementi sinfonici e storytelling epico. Il disco è stato anticipato da singoli come “The Endless Wearing Fight” e “Frozen Rhapsody”, che hanno mostrato ancora una volta l’abilità di Soranno nel creare atmosfere maestose che sposano ritmo e melodia.

La stampa metal specializzata ha notato che Ancestral War mantiene le caratteristiche distintive di Arcane Tales — orchestrazioni ricche, cori ampi, e un gusto per la grandiosità tipica del power metal sinfonico — pur a volte perdendosi in un eccesso di strati sonori che possono risultare sovraccarichi per alcuni ascoltatori.

In un panorama metal italiano spesso dominato da approcci più tradizionali o legati a mode passeggere, Arcane Tales si distingue per la sua coerenza visiva e musicale: ogni album è pensato come un capitolo di una saga più grande, con artwork, testi e musica strettamente intrecciati. Con Ancestral War Soranno dimostra di saper mantenere una narrativa sonora coerente dopo oltre due decenni di carriera, consolidando il progetto come una delle realtà più autentiche e affascinanti del symphonic power metal italiano.

GABRIELS

Gabriels è il progetto solista del tastierista e compositore italiano Gabriele “Gabriels” Crisafulli, una figura ormai storica nella scena metal sinfonica e progressive nazionale, attivo fin dal 2006 e fortemente radicato in una visione artistica che unisce metal, narrazione e grandiosità orchestrale. Nato come espressione della sua passione per la musica e la narrativa epica, Gabriels non è solo un musicista: è un visionario sonoro che costruisce opere metal come vere e proprie rock opera piene di personaggi, drama e intensità narrativa. Il suo stile fonde power metal, progressive metal, AOR e orchestrazioni sinfoniche in una miscela stratificata, ricca di melodie ma anche di spessore emozionale e concettuale.

La sua carriera discografica è un viaggio attraverso saghe sonore e concept album. Dagli inizi con uscite come Fist of the Seven Stars – Act 1 e altre prove della saga ispirata a Hokuto no Ken, Gabriels ha progressivamente ampliato il suo universo artistico, attirando l’attenzione della stampa specializzata per l’originalità della sua visione e l’ambizione compositiva dei lavori.

Il 24 febbraio 2026 è uscito il suo ultimo album, Fist of the Seven Stars Act 5 – The Final Conflict, pubblicato da Broken Bones Promotion & Productions. Questo capitolo finale della saga rappresenta non solo la conclusione di un arco narrativo iniziato anni fa, ma anche una delle prove più complete e ambiziose del progetto. Con 13 tracce che mescolano melodie epiche, interpretazioni vocali carismatiche e un cast di musicisti e ospiti di livello — tra cui Roberto Tiranti dei Labyrinth — l’album porta a compimento il percorso narrativo e musicale lungo Fist of the Seven Stars.

Il concept di The Final Conflict mette in scena l’ultimo grande scontro tra fratelli, segreti rivelati e tensioni emotive, fondendo elementi di power metal e arrangiamenti sinfonici che rendono l’ascolto un’esperienza quasi cinematica. Il singolo “For The Last General”, con la partecipazione di Tiranti, è diventato emblematico per la capacità di unire teatralità, tensione narrativa e potenza melodica, confermando la maturità artistica di Gabriels come compositore e direttore d’orchestra metal.

In un panorama metal italiano che spesso privilegia stili più diretti o tradizionali, Gabriels rappresenta una voce originale e raffinata: un autore che non si limita a suonare metal, ma lo racconta, lo costruisce, lo vive come un’epopea sonora.

CYRAX

Cyrax è una realtà prog‑metal italiana nata a Milano nel 2012, conosciuta per un approccio eclettico e libero alle forme del metal moderno, capace di mischiare metal tecnico, sperimentazione sonora ed elementi extra‑metal nelle sue composizioni. La band prende forma dall’iniziativa del cantante Marco Cantoni, che agli inizi del 2013 raduna attorno a sé compositori e musicisti desiderosi di creare qualcosa di diverso dall’ordinario, e in pochi anni dà alla luce un’identità progressiva, curiosa e stratificata, riconosciuta dalla stampa metal nazionale e internazionale come una delle più interessanti del panorama prog italiano degli ultimi anni.

Fin dal debutto con Reflections (2013), i Cyrax dimostrano una visione compositiva lontana dal metal “standard”: riff tecnici, tastiere atmosferiche e strutture in continua evoluzione li distinguono fin da subito dalla massa, e il secondo album Pictures (2015) conferma questa direzione con arrangiamenti ambiziosi, suite articolate e influenze che spaziano dal progressive al sinfonico con aperture sperimentali. Dopo un lungo periodo di attività caratterizzato anche da cambi di line‑up e diversi EP, nel 2020 la band pubblica Experiences, un album che mette al centro la voglia di rompere gli schemi, inserendo anche elementi jazz, folk e piano tra le pieghe del metal, facendosi notare per originalità e capacità di trascinare l’ascoltatore in territori sonori poco battuti.

Negli ultimi anni i Cyrax hanno ulteriormente ampliato il loro orizzonte sonoro. Dopo l’esperimento ambizioso di Novo Deus (2023), un full‑length caratterizzato da sonorità etniche, strumenti tipici e testi in 17 lingue che spalancano un dialogo tra metal e culture musicali globali, la band ha inaugurato un nuovo ciclo narrativo con una trilogia di EP che, messi insieme, formeranno un unico album concettuale.

Il primo capitolo di questa trilogia è “Aeneis: Libri I‑IV”, pubblicato il 25 dicembre 2025 per Broken Bones Promotion & Productions. Questo EP è un progetto fortemente concettuale ispirato ai primi quattro libri dell’Eneide di Virgilio, con testi in latino e un approccio sonoro che alterna metal progressivo a momenti più riflessivi, teatrali e orchestrali. Critici e appassionati hanno riconosciuto in questa uscita una crescita artistica significativa: la band non solo racconta storie in musica, ma costruisce un vero e proprio affresco sonoro che sfida l’ascoltatore a immergersi nella narrazione, pur rimanendo coerente con la matrice prog e con le proprie ambizioni creative.

Nel corso degli anni Cyrax hanno mostrato una volontà decisa di uscire dai confini del progressive metal tradizionale, sperimentando con linguaggi diversi e rompendo le aspettative degli ascoltatori, mantenendo sempre una solida base tecnica e compositiva. La loro discografia — da Reflections a Experiences, passando per Pictures, Novo Deus e ora il ciclo Aeneis — racconta una band in continua trasformazione, pronta a spingersi oltre e a ridefinire ciò che il metal progressivo italiano può esser

OMNIA MALIS EST

Omnia Malis Est è un progetto italiano di black metal atmosferico e ambient, nato come one-man band nel 2005 a Potenza, Basilicata, dalla mente creativa di Uruk‑Hai, unico membro, compositore e interprete di tutto ciò che riguarda musica, registrazioni e artwork. Il nome del progetto — che può essere letto come un’affermazione estremamente evocativa — rispecchia fin dall’origine una visione sonora personale, esplorativa e fortemente emotiva, lontana dai cliché del genere e orientata verso atmosfere profonde e immersive.

Nel corso degli anni Omnia Malis Est ha sviluppato un percorso discografico coerente ma sempre in evoluzione. Dopo i primi demo e l’EP Fides del 2007, il progetto ha pubblicato album come Viteliu (2015), un lavoro di black metal epico e melodico che racconta storie legate alle popolazioni sannite e che ha trovato un buon riscontro nell’underground europeo, e Lucania (2021), un tributo musicale alla terra di origine di Uruk‑Hai, con influenze pagan e melodic black metal e una forte connessione con la tradizione e l’antropologia culturale italiana.

Il 30 novembre 2025 segna una svolta significativa nella carriera del progetto con l’uscita del terzo album OME, pubblicato in digitale come un’unica traccia strumentale di quasi un’ora di durata. Questo lavoro rappresenta un cambio stilistico deciso: ambient atmospheric black metal in cui l’atmosfera meditativa, le texture sonore evocative e le vibrazioni immersive sono al centro del sound, con chitarre, sintetizzatori e incursioni black metal che si intrecciano in un soundscape pensato per un ascolto intenso e concentrato. OME è stato descritto dalla stampa come un’opera audace e affascinante, capace di traghettare l’ascoltatore in un “viaggio oscuro e meditativo nel subconscio” e di esprimere con chiarezza la maturità artistica raggiunta da Uruk‑Hai.

Con la pubblicazione di OME inizia anche una nuova fase di visibilità per Omnia Malis Est: il progetto ha stretto un accordo con Broken Bones Promotion & Productions, che cura la promozione dell’album e supporta ulteriormente la diffusione dell’opera sulle principali piattaforme digitali e nei canali di stampa specializzata.

La produzione di OME — curata interamente da Uruk‑Hai in ogni sua fase, dalla composizione al mixaggio fino alla pubblicazione — mostra una visione artistica autonoma e coerente, in cui il confine tra black metal, ambient e atmosfere contemplative si dissolve in un’unica esperienza sonora. L’opera è considerata da molti critici un punto di svolta nella discografia del progetto, dimostrando che la musica estrema può essere allo stesso tempo evocativa, riflessiva e profondamente personale.

In sintesi, Omnia Malis Est rappresenta una delle espressioni più originali e durature del metal italiano underground: un progetto che, pur essendo una one‑man band, ha saputo evolvere costantemente, attraversare confini stilistici e costruire un percorso sonoro unico, culminato con il significativo OME, disponibile su tutti i principali servizi di streaming.

DRAMANDUHR

Dramanduhr è un progetto musicale italiano unico nel suo genere, nato il 25 dicembre 2020 in Sicilia dalla visione creativa di Stefano Eliamo, compositore, produttore e mente totale dietro l’intera opera. Fin dalle sue origini Dramanduhr si presenta come qualcosa di esoterico, rituale e profondamente simbolico, lontano dalle formule standard del metal e orientato verso un linguaggio artistico che fonde elementi di avantgarde, folk, black metal e sonorità ritualistiche. La musica non è solo espressione artistica: è un rito sonoro pensato per toccare l’animo, la memoria ancestrale e la percezione stessa dell’ascoltatore.

Il nome “Dramanduhr” ha un suono arcano e mitico, evocativo di tempo, trasformazione e dramma cosciente — come lo stesso Eliamo ha raccontato in più occasioni, nasce quasi spontaneamente, come se fosse già “atteso” e portatore di significati profondi e simbolici. Dal punto di vista concettuale il progetto lavora sul rito e sull’esperienza interiore: ogni brano è pensato come un frammento di un percorso iniziatico e rituale, e la coerenza sonora viene costruita non tanto attraverso un genere preciso, quanto attraverso l’intento evocativo di suoni e simboli archetipici.

Una delle caratteristiche distintive di Dramanduhr è l’uso del Dahrmonium, una lingua inventata basata sulla glossolalia: un linguaggio non convenzionale che non comunica attraverso parole codificate, ma evoca sensazioni, archetipi e stati interiori. Questa scelta ha reso la musica del progetto non immediatamente decifrabile nel senso tradizionale, ma potentemente evocativa sul piano emotivo e simbolico.

Il debutto discografico del progetto è l’album “Tramohr” (2022), pubblicato originariamente su BloodRock Records e Nero Corvino, e accolto con interesse dalla critica underground per la sua originalità e la forte componente rituale, mediterranea e sperimentale che unisce metal, synth, arrangiamenti folk e atmosfere solenni. Proseguendo la sua evoluzione artistica, Dramanduhr ha attirato l’attenzione della stampa specializzata con una serie di singoli e visual art video che hanno anticipato il suo secondo capitolo.

Nel 2025 il progetto pubblica il suo secondo album, “Vertuhn”, tramite l’etichetta Broken Bones Promotion & Productions. Disponibile dal 3 giugno 2025, Vertuhn è un’opera ancora più stratificata e simbolica rispetto al debutto, con dieci tracce che esplorano ritmi intricati, strutture complesse e un suono che si muove tra avantgarde black metal, folk evocativo e ritualità sonora. Il primo singolo ufficiale, “Andeterlit Stahr Hammit”, e il seguente “Arròhn! Arròhn!” anticipano un album concepito come un vero e proprio cammino iniziatico, dove il sacro e il profano, l’umano e il divino si incontrano in una danza sonora intensa e immersiva.

La stampa di settore ha riconosciuto in Dramanduhr un approccio originale: la musica non si limita ad “essere ascoltata”, ma invita a un’esperienza più profonda, una sorta di rito interno che richiede attenzione e apertura sensoriale per essere vissuto pienamente.

Oggi Dramanduhr è considerato uno dei progetti più coraggiosi e visionari dell’underground italiano, capace di fondere mondi diversi — dal metal più estremo, alla ritualità mediterranea, fino alla meditazione sonora — in un’unica visione estetica potente, coerente e profondamente personale.

RABHAS

Rabhas è una death metal band italiana nata a Bologna nel 2010, diventata una delle realtà più interessanti e aggressive dell’underground estremo nazionale. Formatisi con l’intento di suonare un metal violento, diretto e senza compromessi, i Rabhas si distinguono per un sound che fonde le radici storiche del death metal old school americano con una forte attitudine hardcore e contaminazioni di thrash e dissonanze sperimentali.

Il gruppo, inizialmente composto da Preck (basso), Sguicio (batteria), Manson (chitarra) e Pico (voce), ha attraversato vari cambi di formazione nel tempo, accogliendo nel corso degli anni Fischio alla chitarra e L. alla voce, che hanno contribuito a rinvigorire l’identità sonora della band e a portare nuove energie all’interno del progetto. La combinazione di riff potenti, strutture ritmiche serrate e testi in italiano ha contribuito a definire uno stile distintivo, capace di essere al tempo stesso brutale e comunicativo.

Dopo il demo di esordio del 2013 e l’album autoprodotto Demolizione, i Rabhas pubblicano Maelstrom nel 2017, consolidando la loro reputazione nella scena death metal italiana. Tuttavia è con il loro terzo full‑length, Propaganda Antiumana, uscito il 7 febbraio 2024 su Broken Bones Promotion & Productions, che la band raggiunge una visibilità più ampia e un significativo riconoscimento critico. Il disco — composto da 10 tracce con testi rigorosamente in italiano — miscela sonorità death metal tradizionali a passaggi hardcore, grind e influenze progressive, con testi che denunciano il malessere contemporaneo, la paranoia sociale e la decadenza umana.

Propaganda Antiumana viene accolto positivamente da stampa e webzine specializzate, che ne sottolineano l’energia espressiva, l’attitudine brutale e la capacità di integrare elementi ritmici non scontati senza tradire l’attitudine death metal più autentica. La produzione del disco è apprezzata per la sua capacità di catturare il tiro ruvido e diretto della band, pur mantenendo una coerenza sonora che valorizza le scelte stilistiche dei Rabhas.

I testi in italiano, elemento distintivo della band nel contesto del metal estremo, vengono usati come strumento di comunicazione diretta, con linee vocali che spaziano dall’hardcore più urlato a growl gutturali, accentuando il senso di frustrazione, critica sociale e nichilismo radicale che permea l’album. Questa scelta linguistica contribuisce a rendere Propaganda Antiumana un lavoro credibile e immediato per il pubblico nazionale, ma allo stesso tempo potente anche per ascoltatori internazionali attenti alla scena metal d’autore.

Oggi i Rabhas si presentano come una delle forze più incisive del death metal italiano contemporaneo, capaci di combinare ferocia sonora, tecnica e contenuti lirici forti in un pacchetto che non lascia indifferenti. Con una reputazione consolidata nella scena underground e un album pubblicato da una label riconosciuta come Broken Bones Promotion & Productions, la band guarda al futuro con la volontà di spingersi oltre i confini del proprio genere senza tradire le proprie radici.

OIGRES

Gli Oigres rappresentano una delle espressioni più atipiche e sfaccettate dell’underground italiano, un progetto ideato da Sergio Vinci — già mente e forza creativa dietro i black metaller Lilyum — come spazio di totale libertà espressiva, lontano da qualsiasi appartenenza rigida a un genere preciso. Se con Lilyum la sua visione si incanala in coordinate più definite, Oigres nasce invece come un contenitore aperto, dove influenze diverse convivono e si trasformano continuamente.

Fin dalle prime pubblicazioni, il progetto si distingue per una miscela eterogenea di sonorità che intrecciano stoner, alternative ed elementi di metal estremo, dando vita a un sound stratificato e difficilmente etichettabile. Le chitarre si muovono tra riff pesanti e ipnotici e soluzioni più abrasive, mentre le strutture dei brani alternano immediatezza e sperimentazione.

Il primo album, Psycho (2019), rappresenta una vera e propria dichiarazione d’intenti: un lavoro diretto e ruvido, fortemente incentrato sul groove e sull’impatto dei riff, in cui convivono energia stoner e tensioni più aggressive. Il disco mette in luce un approccio istintivo alla composizione, privilegiando l’immediatezza espressiva rispetto a costruzioni troppo elaborate.

Con Don’t Stay Close To Me (2025), il progetto evolve ulteriormente, mostrando una maggiore consapevolezza nella scrittura e una più ampia varietà di soluzioni sonore. Pur mantenendo una base heavy e compatta, l’album introduce dinamiche più articolate e sfumature alternative, ampliando il raggio espressivo senza perdere in intensità. Il risultato è un lavoro più maturo, capace di bilanciare impatto e ricerca.

Sergio Vinci rimane il fulcro creativo degli Oigres, occupandosi della composizione e modellando ogni uscita secondo una visione personale e indipendente. Nei due album pubblicati emerge chiaramente questa centralità: ogni scelta sonora riflette un percorso individuale che si sviluppa senza compromessi, pur muovendosi su territori diversi rispetto alla sua produzione in ambito black metal.

Dal punto di vista tematico, il progetto si muove tra introspezione e tensione emotiva, evitando però gli schemi narrativi più tipici del metal tradizionale. La musica diventa il principale veicolo espressivo, capace di trasmettere stati d’animo contrastanti attraverso variazioni di atmosfera, dinamica e intensità.

All’interno della scena underground italiana, Oigres si distingue come una realtà trasversale, capace di parlare sia agli ascoltatori del metal più estremo sia a chi proviene da contesti stoner e alternativi. Non è un progetto pensato per seguire tendenze, ma per evolversi in modo autonomo, disco dopo disco.

Il monicker “Oigres”, che richiama il cognome del suo creatore in forma speculare, diventa così simbolo di una visione riflessa e trasformata: un’identità musicale che nasce da radici riconoscibili ma che si sviluppa in direzioni personali e imprevedibili, proprio come dimostrano i due capitoli discografici pubblicati finora.

ATHIEL

Athiel è un progetto black/death metal proveniente dalla Sardegna, attivo dal 2022 e guidato dal polistrumentista e vocalist Dann. Nato come espressione individuale, il progetto si distingue per un approccio fortemente personale alla musica estrema, fondendo atmosfere occulte, tematiche anti-cosmiche e una visione sonora radicata nella tradizione del black metal europeo.

Il sound di Athiel si colloca nell’ambito del black/death metal, combinando strutture violente e serrate con una forte componente melodica e ritualistica, ispirata tanto alla scuola scandinava degli anni ’90 quanto a un immaginario esoterico e caotico.

Dopo l’esordio “Birth from Darkness” (2022) e il successivo “Destroy the Laws of God” (2023), il progetto evolve in maniera più definita con il secondo full-length “Maw of the Curse”, pubblicato l’11 marzo 2025 sotto Broken Bones Promotion & Productions.

Registrato, mixato e masterizzato nel 2024, “Maw of the Curse” rappresenta un deciso passo avanti nella maturazione artistica di Athiel: otto tracce per oltre 45 minuti di musica che alternano aggressione sonora, melodie oscure e atmosfere ritualistiche, confermando la volontà del progetto di superare i confini del genere mantenendo un’identità coerente e riconoscibile.

Con un approccio completamente indipendente nella composizione e produzione, Athiel si inserisce nella nuova ondata dell’underground estremo italiano, proponendo una visione intensa e personale del black/death metal, tra caos, spiritualità oscura e distruzione cosmica.